Mindesigner

"Una mente bella vive in un mondo bello"

Team Building

“La nuova frontiera della formazione nei contesti produttivi”

Vi siete mai chiesti come si potrebbe definire il concetto di identità? Come possiamo definire noi stessi? Forse attraverso i numeri e le lettere del proprio codice fiscale? Vari codici identificativi, se sono utili in termini di Pubblica Amministrazione, certamente non dicono nulla sull’identità di qualcuno. Generalmente una delle prime cose con la quale definiamo noi stessi è, oltre al nome, il proprio ruolo nella società. La domanda “di cosa ti occupi”, o “che lavoro fai” è uno dei modi più comuni per identificare il nostro interlocutore, per farci un’idea indiretta di quali sono i suoi punti di forza e le sue preferenze. È dunque innegabile che il ruolo lavorativo contribuisce in maniera determinante alla costruzione dell’identità di ciascuno. Questo anche per ragioni legate al tempo: al lavoro occupa una parte considerevole del tempo della giornata e questo lo rende prioritario nella costruzione dell’immagine di Sé.

Si deve però tenere presente che la mansione lavorativa, negli anni passati, mantenendosi costante nel tempo, concorreva allo strutturarsi di un’immagine di Sé fortemente coincidente con quelle caratteristiche e quelle abilità tipiche di quel ruolo.

Attualmente, però, le modificazioni sempre più rapide del mondo produttivo e della società più in generale, stanno determinando cambiamenti anche in questo aspetto. Si è, infatti, passati da una modalità occupazionale stabile, capace di creare precise e definite figure professionali, ad una situazione di precarietà e temporaneità. Conseguentemente le competenze richieste nei contesti lavorativi sono in minor misura, rispetto al passato, di tipo tecnico. Emergono, al posto della specificità tecnica, competenze di tipo aspecifico: le competenze relazionali. In ambito di selezione del personale il fattore relativo alle abilità relazionali assume una centralità sconosciuta fino a pochi anni fa.

La competenza relazionale va considerata una qualità emergente, frutto dello sviluppo armonico della personalità, comprensiva di altre dimensioni appartenenti alla sfera dell’autoconoscenza. Una di queste, forse la più importante, è la competenza emotiva, ovvero la capacità di riconoscere, esprimere e gestire la propria dimensione emotiva.

Appare evidente come il potenziamento di determinate capacità dell’individuo sia appannaggio delle scienze psicologiche che dispongono di numerosi strumenti adatti a questo scopo. Soprattutto se ci riferiamo ad un lavoro di potenziamento svolto con il gruppo, una delle modalità più efficaci è quella del gioco. Nella nostra cultura l’atto di giocare è considerato appannaggio dell’età infantile, quasi fosse un trastullo privo di scopo. Mi permetto di far notare come il gioco sia invece la prima e la più importante modalità con la quale nella specie umana, ma anche nel mondo animale, si realizzi l’apprendimento: apprendimento svolto per tentativi ed errori, attraverso l’imitazione e mediante la simulazione. Poiché si tratta di una modalità di apprendimento primigenia e spontanea l’esperienza risulta estremamente gradevole ed in grado di suscitare  forti motivazioni. Nell’età adulta le modalità di gioco sono differenti ma in esse è sempre presente collegamento con la dimensione di istintiva curiosità tipica dell’età infantile.

La formazione dei gruppi mediante le tecniche di Team Building segue la filosofia del gioco e della cooperazione per stimolare nei partecipanti lo spirito esplorativo e l’acquisizione di nuove capacità di problem solving. I benefici che essa porta in termini di clima aziendale e produttività sono ormai comprovati e l’utilizzo di tecniche di Team Building per formare gruppi di lavoro è ampiamente utilizzata dalle grandi realtà produttive.

Laboratori di Team Building possono prevedere un modello formativo realizzato in aula (Indoor), con tecniche ed esercizi che esprimono la loro potenzialità formativa mediante l’apprendimento della comunicazione efficace e attraverso l’esplorazione della dimensione relazionale anche sul piano emotivo. Questa modalità rappresenta una soluzione economica e leggera rivolta ai contesti aziendali che desiderano iniziare un percorso di Team Building con un budget ridotto. Si deve considerare però che la maggiore efficacia in termini di coinvolgimento emotivo e relazionale si realizza nei contesti all’aperto.

Il Team Building realizzato in contesti esterni alle aule (Outdoor) facilita la riscoperta delle modalità del gioco come elemento di apprendimento. Se poi questo avviene in un contesto che assume le caratteristiche dell’avventura si può lavorare molto efficacemente allo sviluppo di abilità di problem solving e competenza emotiva, che rappresentano una acquisizione fondamentale per gruppi di lavoro che siano efficienti e coesi.

Gli scenari utilizzabili sono i più disparati, ma richiedono una attenta progettazione in relazione alla sicurezza che non deve, tuttavia, sottrarre la percezione di “avventura” nei partecipanti. Da questo punto di vista, nella mia esperienza, si sono rivelate particolarmente adatte allo scopo la disciplina del Paintball e i Percorsi Avventura con auto fuoristrada.

La disciplina sportiva del Paintball consente una efficace esperienza formativa, attraverso una modalità che permette ai partecipanti di calarsi completamente nella finzione, realizzata appositamente per il raggiungimento di determinati obiettivi formativi in termini di leadership e risk assumption. I Percorsi Avventura in fuoristrada sono particolarmente adatti allo sviluppo dello spirito cooperativo e del problem solving. Qualunque scelta da parte della direzione aziendale sarà comunque subordinata ad una valutazione, compiuta in sede di progettazione, circa le esigenze formative relative a quel contesto e le peculiarità o criticità di quella determinata realtà produttiva.

Dott. Federico Milione
psicologo e psicoterapeuta